“La vecchia teoria dell'organizzazione scientifica del lavoro consisteva nel concepire il pensiero organizzativo solo attraverso strutture e procedure; si scopre ora che lo spirito umano è il migliore strumento di integrazione che permette di affrontare la complessità.”

Questa frase di Michel Crozier, un sociologo francese dice chiaramente che le organizzazioni burocratiche (gli uomini al servizio delle strutture e delle procedure) hanno fallito miseramente e che è arrivata una nuova era, un nuovo rinascimento organizzativo dove sono le strutture e le procedure ad essere al servizio delle persone, siano essi collaboratori, siano essi clienti.

La parola organizzazione però viene spesso utilizzata impropriamente. Questo non succede per superficialità o per mancanza di volontà, ma perchè la sua definizione e la sua finalità non sono quasi mai chiare ai più. Quando si parla di organizzazione aziendale infatti si parla della capacità di coordinare e allineare un insieme eterogeneo fatto di ambienti, attezzature, macchinari, materiali, procedure e individui rendendolo in grado di ottenere risultati comuni e omogenei con piena soddisfazione di tutti gli attori coinvolti.

In assenza di risultati qualitativamente omogenei anche la reputazione aziendale sarà poco omogenea, praticamente i clienti che serviamo non avranno tutti lo stesso parere su di noi e sui nostri prodotti o servizi.

Questo ha come principale risultato che anche il passaparola che i clienti effettuano sul mercaro non sarà omogeneo. 

In pratica ci sarà chi ne parlerà bene, ci sarà chi non ne parlerà affatto e purtroppo anche chi ne parlerà male...

Una buona organizzazione prevede che i seguenti fattori di base siano presenti e funzionino bene:

  • Un organigramma
  • Un sistema di comunicazione
  • I mansionari individuali
  • Un sistema di reporting
  • Un sistema di misurazione statistico delle performance
  • Un sistema di gestione e miglioramento dei numeri
  • Un sistema di premi e punizioni
  • Un sistema di monitoraggio del stato emotivo

Una buona organizzazione aziendale quindi ha come principale scopo quello di creare soddisfazione/entusiasmo sia nei collaboratori che nei clienti che ricevono i prodotti o i servizi dell'azienda. Questo risultato è il più elevato oltre che il più onorevole e devrebbe non essere mai perso di vista nelle attività riorganizzative.

Riorganizzare la propria azienda non è però compito facile e qualsiasi leggerezza dovuta a superficialità o a incompetenza si pagherà con le due reputazioni che più contano; quella sul mercato interno (l'azienda stessa) e quella sul mercato esterno (i clienti siano essi già acquisiti o potenziali).

Perchè dunque indugiare ulteriormente?

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